Per il Business
2 Febbraio 2024

Chi inquina paga?

Città e smog

La politica ambientale dell’Unione Europea mira ad assicurare che tutti i cittadini dell’UE vivano in un ambiente salubre e sicuro. Negli ultimi decenni è stata registrata una diminuzione significativa delle emissioni di inquinanti nell’aria, nelle acque e nel suolo ma l’inquinamento e i danni ambientali restano una problematica attuale.

L’Unione Europea ha imposto agli Stati Membri di applicare un principio volto alla tutela dell’ambiente: “Chi inquina paga”.
Si tratta di un principio basato sul buon senso in quanto chi è responsabile di attività che causano inquinamento deve porre rimedio ai danni arrecati coprendo i costi sanitari delle persone colpite.

Si chiede agli Stati Europei di prevedere misure atte a “incoraggiare una progettazione dei prodotti e dei loro componenti volta a ridurre gli impatti ambientali e la produzione di rifiuti durante la produzione e il successivo utilizzo, ma anche tesa ad assicurare che il recupero e lo smaltimento dei rifiuti avvengano secondo criteri che seguono la tutela ambientale” [Gazzetta Ufficiale]

Questa decisione ha come obiettivo quello di attenuare gli effetti negativi dell’inquinamento fornendo un concetto base di natura morale ed etica da seguire come modello comportamentale.
Il principio ”Chi inquina paga” ha contribuito alla formulazione di misure politiche che hanno consentito un’azione decisiva per individuare le fonti di inquinamento e la relativa responsabilità.

Alcune attività economiche note per rilasciare inquinanti hanno dovuto installare filtri per ridurre le emissioni inquinanti o istituire fondi di compensazione settoriale.

Talvolta anche nei casi semplici in cui è possibile individuare chi inquina, l’applicazione del principio può risultare difficile.
Chi inquina può non essere in grado di pagare e la società madre o gli azionisti non sempre possono essere ritenuti responsabili delle attività di una società controllata.

Anche in caso affermativo, un procedimento giudiziario è spesso molto lungo e costoso.

Come sappiamo ”chi inquina”?

Sostenibilità e inquinamento

Non è facile tracciare e individuare chi inquina e collegarlo alle persone colpite.

L’inquinamento può essere causato da inquinanti provenienti da fonti e luoghi diversi, alcuni dei quali possono trovarsi al di là dei confini internazionali.

Nella maggior parte dei casi, queste attività producono prodotti e servizi, come cibo, abbigliamento e trasporti di cui noi come individui e come società beneficiamo. Così risulta difficile ritenere responsabile solo il gestore considerando che la società nel suo insieme ne sostiene i costi.

Per prevenire l’inquinamento o le attività dannose le misure adottate potrebbero comprendere l’imposizione di tasse, quote di inquinamento o determinate soluzioni tecnologiche.

Ad esempio, l’Europa sta introducendo carburanti più puliti e sta riducendo gradualmente le emissioni di carbonio prodotte dalle nuove autovetture.

Cosa devono fare quindi le aziende?

Sicurezza sul lavoro

Alle aziende italiane si chiede la produzione di prodotti che verranno valutati per i loro impatti sociali, ambientali e sanitari.
L’Europa infatti sta spingendo su questo aspetto seguendo i principi dell’economia circolare per ragioni di tutela ambientale.
In questo modo i prodotti potranno mantenere il più a lungo possibile il proprio valore riducendo la necessità di materie prime, risorse e di produrre rifiuti.

Le nuove normative sulla gestione dei rifiuti stanno spingendo le aziende a creare sistemi che prevedono l’utilizzo sostenibile delle risorse, la riduzione e miglior gestione dei rifiuti e l’adozione di pratiche sostenibili.
Ciò implica per le aziende, maggiori responsabilità sulla progettazione e valutazione dei prodotti che ne prevede la qualificazione e il riciclo.

I danni sanitari e ambientali delle attività economiche in Italia

Sostenibilità e pianeta

Secondo l’UVI – Ufficio Valutazione Impatto – del Senato i costi ambientali esterni sono quei danni generati da un’attività economica o sociale che ricadono su terzi sotto forma di effetti sanitari ed economici  o sull’ambiente tramite danni a carico del capitale naturale e degli ecosistemi.

La maggior parte dei costi esterni è dovuta ai settori produttivi dell’economia (33,6 miliardi di euro, che corrispondono al 66,9% del totale), mentre le attività delle famiglie contribuiscono per 16,6 miliardi (33,1%).

L’industria ha i costi esterni ambientali più elevati (13,9 miliardi di euro), seguita dall’agricoltura (10,9 miliardi).

Il riscaldamento domestico è al terzo posto (9,4 miliardi) superando i costi esterni dei trasporti delle famiglie (7 miliardi).

Gli inquinanti più rilevanti ai danni sanitari e ambientali sono le emissioni di particolato che contribuiscono per il 29% circa dei costi esterni, e le emissioni di CO2 col 22%.

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