Quanto inquiniamo durante i concerti? Copia

L’organizzazione dei concerti ha sempre avuto un forte impatto sull’ambiente: ciò che causa maggiore inquinamento sono i mezzi di trasporto, lo spostamento dell’attrezzatura necessaria, le enormi quantità di rifiuti prodotti dal pubblico, il volume alto della musica e le luci, che comportano rispettivamente inquinamento acustico e luminoso.
Da tempo i musicisti si mostrano preoccupati per l’impatto sull’ambiente provocato dalla loro attività e hanno cercato di porre rimedio a questa problematica.
Sapevi che anche i vinili e lo streaming inquinano?

Se è vero che i concerti costituiscono un peso per l’ambiente, lo stesso si può dire per i dischi: sia i cd che i vinili sono molto difficili da riciclare, in più sono fatti da materiali che impiegano secoli per essere assorbiti dall’ambiente.
I secondi poi, inquinano molto anche durante il processo di produzione.
Rimane lo streaming, che però inquina tantissimo: l’energia impiegata per immagazzinare, trasmettere e scaricare canzoni produce di milioni di chili di emissioni in gas serra.
La musica dal vivo e le iniziative green

E allora meglio la musica dal vivo. Sia perché è un evento sociale, con tutti i vantaggi che comporta, sia perché, promuovendo iniziative di sostenibilità, porta avanti comunque il cambiamento.
Si pensi ai festival: a Glastonbury, in Inghilterra, sono state proibite le bottiglie di plastica monouso e le uniche stoviglie ammesse sono quelle riciclabili. Oppure all’Unsound di Cracovia, dove sono state conteggiate le emissioni per compensarle piantando nuovi alberi. Oppure ancora, per guardare all’Italia, il Jova Beach Party del 2019, impresa unica nel suo genere con cui Jovanotti, oltre a promuovere in ogni tappa temi ambientalisti, si è avvalso della collaborazione del WWF per assicurarsi che ogni concerto risultasse sostenibile.
L’aria che si respira nei luoghi affollati può essere un rischio

L’impatto sull’ambiente non è l’unico tema su cui occorre preoccuparsi quando si parla di eventi musicali e concerti.
Bisogna considerare che la maggior parte delle performance degli artisti avvengono in stadi o forum che contengono migliaia di persone che si ritrovano a condividere per parecchie ore lo stesso luogo e la stessa aria.
Gli Ambienti interni, soprattutto se affollati, contengono numerosi inquinanti, soprattutto CO2, polveri sottili, batteri e virus. I concerti, gli eventi e le feste sono causa comune di malattie infettive, poiché in ambienti molto affollati e poco ventilati si trasmettono molto facilmente da una persona a un’altra.
Occorre una maggiore sensibilizzazione

L’inquinamento dell’aria uccide nel mondo 7 milioni di persone ogni anno. I dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità mostrano che 9 persone su 10 respirano aria che supera i limiti delle linee guida dell’OMS e che quindi contengono alti livelli di inquinanti, con i paesi più poveri che soffrono delle esposizioni più alte.
Gli inquinanti all’interno dei luoghi chiusi sono gli stessi che ci sono all’esterno.
Polveri sottili, composti organici volatili, anidride carbonica, batteri, sono tutte sostanze inquinanti la cui pericolosità aumenta esponenzialmente con con i tempi di esposizione.
La maggior parte delle persone trascorrono il 90% delle loro giornate in luoghi chiusi.
Per tutti questi motivi occorre sensibilizzare l’opinione pubblica sulla consapevolezza dei rischi che si corrono se non si respira aria salubre.
Negli anni l’Ispra, insieme all’Istituto Superiore di Sanità (Iss), si è impegnato a informare il pubblico e gli addetti ai lavori sull’inquinamento dell’aria indoor.
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