Quanto inquina Halloween?

Il 31 ottobre di ogni anno si celebra la festa di Halloween, una delle festività più amate, con tutte le sue tradizioni: dalle zucche, ai dolcetti e scherzetti, fino alle decorazioni che trasformano case e ambienti.
Per questo evento di celebrità mondiale si utilizzano tonnellate di plastica per realizzare la maggior parte dei travestimenti e degli allestimenti. Inoltre dobbiamo fare i conti con gli innumerevoli sprechi che questo evento comporta. Infatti è molto probabile che una volta finiti i festeggiamenti, gli indumenti, gli accessori e gli addobbi utilizzati vadano a finire nella spazzatura e ciò aumenta di gran lunga la mole (già elevata) dei rifiuti plastici.
Secondo uno studio effettuato dall’associazione ambientalista Hubbub e dall’organizzazione no-profit per la famiglia The Fairland Trust, l’impatto ambientale dei costumi di Halloween è pari a quello di 83 milioni di bottiglie di plastica. Dallo studio emerge, in particolare, come l’83% dei materiali usati per questi costumi siano a base di plastica derivata dal petrolio, che nel 69% dei casi è poliestere. Il cotone rappresenta invece solo il 10%.
Sono numeri che dovrebbero preoccuparci considerando che oltre 30 milioni di persone, ogni anno si mascherano per Halloween e che, al termine della festività, vengono buttati via 7 milioni di abiti.
Se dai costumi di Halloween si passa alle zucche, la situazione non migliora, a causa della questione dello spreco di cibo.
Un Halloween green è possibile?

Sì! E’ possibile rendere Halloween, così come ogni altra festa, un evento più sostenibile.
Tra le abitudini che possiamo adottare c’è quella di creare costumi con il necessario che abbiamo in casa, invece di comprarli. Oppure di prenderli in prestito, regalarli o scambiarseli per favorire il modello di economia circolare. Se si desidera acquistare il proprio vestito sarebbe bene almeno fare attenzione ai materiali con cui è stato realizzato. Se si desidera utilizzare candele come decorazioni, è preferibili ricorrere a quelle in cera di soia o cera d’api, che sono più naturali e meno inquinanti rispetto alla cera tradizionale.
Acquistare dolci con imballaggi compostabili o riciclabili, oppure se possibile, prepare i dolcetti in casa è un’altra ottima strategia per ridurre la plastica monouso e supportare anche il commercio locale, magari comprando ingredienti biologici o da produttori a km 0.
Si tratta di piccoli accorgimenti che dovremmo mettere in atto non solo ad Halloween ma ogni giorno per compiere scelte consapevoli che potrebbero davvero salvare l’intero pianeta.
L’impatto sulla qualità dell’aria

Durante Halloween, si tende a passare molto tempo in casa, specialmente con i bambini, mentre si tagliano zucche, si decorano gli spazi e si prepara la festa. Tuttavia, alcune delle cose che rendono questa giornata speciale possono anche influire sulla qualità dell’aria nelle nostre case. Tra il divertimento e la creatività infatti, spesso ci dimentichiamo di un aspetto importante: la qualità dell’aria indoor.
Se non vengono ben ventilate, le zucche possono rilasciare spore di muffa e batteri, che potrebbero compromettere la qualità dell’aria. Molti di noi inoltre, decorano con ragnatele artificiali, vernici spray, luci e candele che possono emettere composti organici volatili (VOC) che possono essere dannosi per la salute. Le candele, in particolare quelle profumate, rilasciano polveri sottili (PM2.5) che, se inalate in quantità elevate, possono irritare le vie respiratorie.
Sebbene meno evidente, anche i dolci confezionati per Halloween contribuiscono all’inquinamento ambientale. Le confezioni di plastica, che rappresentano gran parte degli imballaggi, sono una delle principali fonti di inquinamento non solo per l’ambiente esterno, ma anche per la nostra qualità dell’aria indoor, poiché rilasciamo continuamente microplastiche.
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